Se ne sente sempre più spesso parlare quando si citano le nuove attività professionali legate al mondo del digitale.

Ogni attività che si rispetti, questo è certo, deve avere account e pagine ufficiali sui principali social network, ma perché queste funzionino a dovere è bene che siano gestite e seguite da persone competenti, figure cioè che sappiano come sfruttare appieno queste piattaforme e i loro innumerevoli strumenti.

Ma in che consiste, nel concreto, la figura del social media manager?

In parole davvero semplici, è qualcuno che di social ne capisce. In parole un po’ più complesse, invece, è qualcuno che sa come creare una certa strategia e inserirla all’interno di uno o più social, in base all’obiettivo che il suo cliente vuole raggiungere con la sua attività.

Deve essere in grado di creare un piano editoriale differenziato per ogni social, studiato in base agli strumenti che ogni piattaforma offre e propone.

Ma, soprattutto, ha in mente e ben chiaro l’obiettivo da raggiungere.

Hai davvero bisogno di un social media manager?

Un lavoro di squadra è fondamentale.

Infatti, oltre a studiare una campagna marketing rivolta agli obiettivi che gli vengono forniti, deve essere in grado di preparare il materiale più adatto in base al social prescelto.

Per farlo, è fondamentale coinvolgere altre figure fondamentali per poter completare una campagna marketing che sia uniforme, coerente e funzionale nel suo insieme, anche rispetto alla visual identity dell’azienda cliente: grafici, copywriter, videoeditor, SEO expert.

Tutti devono lavorare insieme per realizzare un’immagine graficamente “connessa” al marchio da proporre.

Una volta preparato il materiale, è necessario stabilire:

  • Il social network più consono e utile a raggiungere gli obiettivi prefissati: ogni piattaforma offre strumenti specifici per specifiche azioni. È utile quindi studiare le nostre mosse in anticipo e scegliere il social che può fungere da miglior supporto per noi.
  • Il target di riferimento che vogliamo raggiungere. Se Facebook è diventato il social più famoso tra gli “over 35”, per esempio, Instagram lo è per i più giovani. Per questo è importante capire a chi deve arrivare il nostro messaggio.
  • I tempi – giorni e orari – più adatti alle pubblicazioni: in base a statistiche ufficiali, è possibile stabilire quando e dove pubblicare i nostri aggiornamenti per ricevere maggiori visualizzazioni, like, followers.
  • Se seguire la scia dei nostri competitor: quale piattaforma viene utilizzata dai nostri concorrenti e perché? È la scelta migliore? Le risposte a queste domande possono farci comprendere qual è la strada migliore per noi.
  • Quale tipo di budget dobbiamo rispettare: ci sono piattaforme più “economiche”, altre più costose ma anche più remunerative. Tutto sta a stabilire un budget da investire e quali risultati vogliamo ottenere.

Ma come si diventa social media manager?

Inutile dire che non ci sono scuole professionali realmente ufficiali per intraprendere questa professione.

Anche se è pur vero che, come ogni nuovo ruolo che rispetti, i corsi di formazione per queste innovative figure, negli ultimi anni, sono fioccate più dei funghi a novembre.

Di certo, è importante cercare un corso che sia quantomeno autorevole, certificato, che abbia almeno qualche anno di storia e qualche testimonianza (positiva) di chi l’ha già frequentato.

Si può spaziare, dai corsi online a quelli in sede, ma si possono sfruttare senza esitazione anche libri, risorse presenti in rete (se prestigiose e accreditate), webinar, workshop e tutto ciò che possa darti informazioni e spunti in più per iniziare questo difficile e affascinante percorso attraverso la gestione dei social.

Per esempio, la certificazione EIPASS – attestata dall’ente erogatore internazionale CERTIPASS – attesta in modo oggettivo il possesso delle competenze nell’utilizzo dei social network.

Quando si è acquisita un minimo di conoscenza, si può tentare di entrare a far parte di ambienti che lavorano nel digitale, come web agency, o a fianco di professionisti che già conoscono il mestiere. La cosiddetta gavetta, quindi, che ti porterà a conoscere e toccare con mano la realtà del mestiere, e non solo ciò che è raccontato sui libri.

Hai davvero bisogno di un social media manager?

Quanto guadagna un social media manager?

Molti idealizzano la figura del social media manager come qualcuno che lavora sulla spiaggia, con un pc sulle gambe, il mouse in una mano e un cocktail nell’altra.

Non è proprio così (anche se non sarebbe impossibile da realizzare).

Molti approdano a questo mestiere un po’ per caso e non riescono a sfondare perché non danno il giusto spazio a formazione e acquisizione di informazioni ed esperienza.

È quindi difficile dire quanto possa guadagnare di media un social media manager. 

Tutto dipende dal suo livello, da quanto e dove lavora, dal tipo di esperienza e da quanti anni è presente.

Negli Stati Uniti, per esempio, dove la figura del social media manager è affermata da ormai molti anni e dove è ormai diventata indispensabile per ogni azienda che si rispetti, l’introito di un social media manager freelance, quindi non collegato ad alcuna agenzia, si aggira attorno ai 46.000 dollari annui (fonte payscal.com 2016).

È ben noto che, a questi, si devono togliere spese di strumentazione, stipendi e parcelle di collaboratori – grafici, copywriter – nonché spese relative al reperimento di materiale (stock di foto e video). 

In Italia la situazione è ben diversa.

Perché?

Principalmente, perché nel nostro Paese si è ancora molto ignoranti in materia.

Molte aziende non comprendono l’importanza di questa figura e non danno al social media manager un ruolo primario all’interno del proprio staff; ci vorrà ancora un po’ di tempo perché questo succeda.

Nel frattempo, come per tutti i mestieri, per chi vuole intraprendere questa strada è necessario ricordare che si deve partire dal basso.

In che modo?

Usare i social su se stessi: ecco il primo passo.

Sara Iannone

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